Contrada Litto - 98066 PATTI (ME) - Sicily -
Tel. e Fax 0941.249964

montelitto@ilrifugiodelfalco.it  

 
La Storia/The History
Home Page
Info
Servizi
Services
Listino
Price List
I Dintorni
Adjacent Zones
Photo Gallery
La Storia
The History
Prenotazione
Reservation

Benvenuti a/Welcome To "Il Rifugio del Falco"


Web by Flyspeed

Santuario del Tindari

Golfo di Patti

Etna

Ciliegi in fiore

Panoramica della tenuta

Isole Eolie

Sfondo Tindari - Milazzo

Alloggi "Il Rifugio del Falco"

Alloggi "Il Rifugio del Falco"

Alloggi "Il Rifugio del Falco"

Ristorante "Il Rifugio del Falco"

Novara di Sicilia

Parco Naturale dei Nebrodi

Isole Eolie

Parco naturale dell'Etna

Spiaggia San Giorgio

Spiaggia Marina di Patti

Etna

Un luogo conserva l’anonimato fin da quando non se ne conosce la storia.

Litto è una piccola parte del territorio di Patti che, in passato, faceva parte dei terreni del Santuario di Tindari: pertanto alle vicende del Santuario è stato sempre collegato, senza una sua particolare storia.

Quando, però, a partire dal 10/08/1862, la “legge Corleo” ha dato inizio all’alienazione dell’asse patrimoniale ecclesiastico, seguita da un’altra (11/04/1864) con norme per l’indemaniamento, i terreni del santuario sono stati via via ceduti a privati che, al fine di renderli produttivi, li hanno in parte disboscati, privandoli della macchia mediterranea che li ricopriva. Parte del territorio di Litto è stato acquistato dalla famiglia Anzà, che da allora lo gestisce. Se si scava, però nella storia di Tindari, qualche altra notizia salta fuori.

Anche se a macchia mediterranea i terreni del santuario venivano in qualche modo utilizzati: soprattutto per ricavarne frasca per le numerose fabbriche di ceramica per le quali Patti è rinomata. Pur non essendovi specifica annotazione per Litto la mensa vescovile di Patti, della quale il Santuario di Tindari era dipendenza, introitava censi per le fronde, come risulta dalla relazione che Giovanni Angelo De Ciocchis, regio apostolico visitatore nel 1742, fece per conto di Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie dal 1734 al 1759, anno in cui si trasferì sul trono di Spagna col nome di Carlo III. Nel 1804, Carlo Grass, pittore, poeta e scrittore, giunto in Sicilia sulle orme di Volfango Gòethe, nella sua ampia relazione di viaggio racconta di aver visto gente trasportare frasca per alimentare le fornaci della creta. Questo spiega la presenza di numerosi viottoli che solcavano il terreno, come si evince dalle vecchie mappe topografiche. Ma, un cammino di maggior ampiezza, percorribile anche con mezzi trainati, attraversava il territorio, collegando Tindari con l’entroterrra verso l’Etna. La notizia più antica si può estrapolare dalle cronache che raccontano delle lotte tra Ottaviano e Sesto Pompeo, dopo la scomparsa di Marco Antonio. Nel 36 a.C. le truppe di Ottaviano assediano Taormina ma l’arrivo delle forze di Pompeo le mette in fuga costringendole a ritirarsi sui monti che fanno da spartiacque con il versante tirrenico. Ciò anche perché Tindari è in mano a truppe di Ottaviano che, per questa via, vanno incontro ed in soccorso di quelle sconfitte a Taormina. Le forze di Ottaviano passano per S.Domenica (Vittoria), si accampano alle Rocche dell’Argimosco, in territorio di Montalbano, e percorrono la strada che, valicato l’Elicona, per Santa Maria e Braidi, passando per Litto, giunge a Tindari.

A place preserves the anonymity untill its history is known.

Litto is a small part of land of Patti that, in the past, belonged to the grounds of Tindari’s Sanctuary.

For this reason, events of the Sanctuary has always been connected to it, without having an own history. When, however, the “Corleo Act” (10/08/1864), began the alienation of the ecclesiastical estate, followed by another act (11/04/1864), wich regulated the escheat, the Sanctuary grounds were given to the people. Some have partly cleared  them, to make grounds more productive and, deprived Mediterranean bush. Part of the Litto territory was acquired by Anzà family that from then on has been managing it Moreover, following Tindary history, some other news jumps out.

The lands of Sanctuary were used to obtain some branches utilized by many ceramic factories; thanks to them Patti is famous. Even thought Litto isn’t mentioned, bishop’s  revenue of  Patti, to  wich Tindari’s Sanctuary was linked, cashed  in estates for the leafy branches, as it results from report written by  Giovanni Angelo De Ciocchis, (regal apostolic visitor in 1742), for Charles of Borbone, King of Two Sicilies from 1734 to 1759, in wich year he obtained the throne of Spain becoming Carlo III. In 1804 painter poet and writer Charles Grass, who arrived in Sicily following Volfgang Goethe’s footsteps, told in this account tat he saw a lot of people transporting some branches to feed the clay- kilns. This explains presence of numerous paths that ploughed ground, as it is deduced in the topographical maps. But a wide way connected Tindari to the hinterland of “Etna”. The most ancient news can be taken from the chronicles concerning the struggles between Ottaviano and Sesto Pompeo, after Marco Antonio’s death. In 36 B.C., Ottaviano’s  troops besieged Taormina but after  the arrival of Pompeo’s forces, they escaped and withdrew on the mountains watershed with the tirrenico side. This happened because Tindari belonged to Ottaviano’s forces passed trough Santa Domenica (Vittoria), camped in Argimosco Fortresses, (in Montalbano Territory), and ran along the road that, after crossing Elicona Mount, passing through Santa Maria, Braidi and Litto, reached Tindari.

Home Page Info Servizi
Services
Listino
Price List
I Dintorni
Adjacent Zones
Photo Gallery La Storia
The History
Prenotazione
Reservation

Copyright © 2005 Soc. Feu.Lit. S.A.S. - Tutti i diritti riservati